Oggi vorrei parlarvi di uno dei pedali che utilizzo da tempo nella mia pedaliera: OD Box di Masotti Guitar Devices.

odboxSi tratta di un pedale overdrive che offre la possibilità di saturare il suono quasi al limite della distorsione vera e propria; tuttavia le applicazioni che preferisco con questo pedale sono di Boost e overdrive. Le caratteristiche per me più importanti, e di spicco, di questo pedale sono un’ampia gamma dinamica e timbrica date dalla cura e dalla meticolosità con la quale la Masotti e’ solita realizzare i propri prodotti: infatti, pur presentando un layout abbastanza canonico, il pedale OD Box è in grado di lasciarsi alla spalle un grosso numero di pedali di altre case produttrici.

Vediamo le sue caratteristiche:

  • lo chassis è di acciaio inox piegato molto robusto,
  • sono disponibili tre controlli a potenziometro (Volume, Tono, Drive) e un interruttore piccolo a tre posizioni (Shape)che permette di impostare il tipo di saturazione preferita,
  • il circuito è di tipo true bypass
  • le connessioni disponibili si trovano ai due lati del pedale e sono in, out (ingresso e uscita del segnale) e dc input (ingresso che permette di alimentare il pedale tramite una alimentatore esterno seguendo lo standard boss 9 Volt e centrale negativo).
  • Due led per visualizzare comodamente e in ogni situazione lo stato operativo del pedale

Il pedale può anche funzionare con una pila a 9 Volt che può durare piuttosto a lungo, visto che l’OD Box presenta un consumo di corrente abbastanza basso (20mA);  in questo caso, tuttavia, è importante assicurarsi di non lasciare il pedale connesso quando non è in uso.

Per utilizzare il pedale in maniera corretta, consiglio di partire sempre dalla selezione dell’interruttore shape, perché ognuna delle tre posizioni cambia in maniera radicale il comportamento dei tre potenziometri con il quale si andrà a scolpire il suono che ci interessa.

La casa produttrice numera le tre posizioni a partire dal basso, mentre personalmente le concepisco in proporzione all’aumento del segnale (come è possibile vedere nel video in allegato all’articolo); perciò, partendo dalla posizione in basso come la numero 1, considero la posizione in alto come la 2 (mentre Masotti la numera come 3) e la posizione centrale come 3 (mentre Masotti la numera come 2).

Le caratteristiche di queste tre posizioni  sono:

  1. Overdrive morbido e cremoso con una risposta in frequenza completa, anche se leggermente contenuta sia in basso che in alto, nonché una leggera compressione del suono
  2. Overdrive più aggressivo con una mediosità che ricorda le sonorità british anni 70’; in questo caso la dinamica e l’estensione in bassa frequenza sono maggiori della posizione precedente
  3. Overdrive in grado di entrare in territorio di distorsione; in questo caso si dispone di una gamma dinamica e di frequenza molto ampie.

Vorrei sottolineare che i risultati che si possono ottenere con l’OD Box sono davvero molti perché bastano piccole variazioni di ognuno dei controlli per avere delle modifiche evidenti. Inoltre farà una notevole differenza la tipologia di impostazioni dell’amplificatore che utilizziamo, poiché,  a seconda della dinamica del suono base, le stesse impostazioni del pedale daranno sonorità differenti. Infatti, essendo l’Od Box in grado di avere un notevole segnale d’uscita, si avranno timbri variabili a seconda della capacità del nostro amplificatore di saturare o meno e seguire dinamicamente il segnale in ingresso.

Per completezza e trasparenza nella descrizione di questo pedale, vorrei aggiungere che il pedale per sua natura presenta una piccolo effetto passa alto (elimina quindi le frequenze più basse): questa caratteristica è da tenere in considerazione per capire in profondità la filosofia di costruzione che c’è dietro al pedale. Infatti, unita a questa leggera riduzione di frequenze basse, vi è una enfasi molto interessante e musicale nella parte medio alta: in questo modo il pedale permette di far passare sempre il suono della chitarra perché ne amplifica la parte più “cantabile” e di “presenza”. A sostegno di questa caratteristica vi è un uso molto diffuso da parte dei fonici di equalizzare il suono delle chitarre in questa maniera sia in ambito di studio che live.

Per concludere, considero l’ OD Box uno strumento di costruzione del mio suono molto importante perché la possibilità di un colore timbrico aggiuntivo amplifica le possibilità sonore alle quali posso attingere e la sua qualità e affidabilità eccellenti concorrono a spingere l’energia e l’inspirazione in ogni momento in cui la musica deve dire la sua!

Steve Angarthal