Recentemente ho deciso di condividere un percorso fatto in passato che mi ha portato alla definizione del migliore, secondo il mio gusto, cablaggio per registrare la chitarra elettrica.
Riferendomi ad un approccio che utilizzo spesso in fase di registrazione, ho deciso di limitare questa ricerca ad un collegamento che non preveda l’utilizzo di una pedaliera esterna.
La chitarra viene quindi collegata direttamente alla testata dalla quale viene prelevato il segnale dell’uscita per la cassa e mandata ad un attenuatore di potenza il quale, dandomi la possibilità di un’uscita di linea bilanciata, viene collegato alla scheda audio del mio computer.
Potrebbe esserci ovviamente anche l’opzione di utilizzare una vera cassa per chitarra e microfonarla, ma per questo test, ho preferito limitare il numero di variabili e attenermi ad un’applicazione più al passo coi tempi, dove è spesso più probabile registrare senza la possibilità di una sala di ripresa che permetta l’utilizzo tradizionale di un amplificatore per chitarra.
Questa scelta viene dopo altrettanti esperimenti che ho fatto e che, nonostante la mia predilezione per l’utilizzo tradizionale dell’amplificatore e la relativa ripresa microfonica, mi ha fatto comunque apprezzare l’affidabilità delle curve IR abbinate ad un attenuatore reattivo.
Vengono quindi messi a confronto i seguenti punti
- cavo per chitarra (sbilanciato) per collegare la chitarra all’amplificatore
- cavo di potenza (sbilanciato) per collegare l’amplificatore all’attenuatore
- cavo microfonico (bilanciato) per collegare l’uscita DI dell’attenuatore alla scheda audio
I cavi che utilizzo sono una selezione delle innumerevoli opzioni date dalla ditta italiana Reference Cables che ha fatto della ricerca e la cura del suono una missione: una loro peculiarità è infatti la realizzazione di cavi che mirano situazioni specifiche dell’ambito musicale, potendo distinguere tra tipologie di strumentazione e applicazione.
Nel mio caso i cavi utilizzati per i tre punti prima elencati sono:



Questi cavi vengono messi a confronto con cavi dello stesso tipo e della stessa lunghezza che identifico come cavi TEST: non cito volutamente i marchi, perché lo scopo di questa esposizione non è competitivo ma solo qualitativo.
Ho preparato delle sezioni con esempi di suono di chitarra pulito, distorto sia in contesto ritmico che solista. Alla fine dei paragoni propongo dei brevi mix per valutare questi diversi cablaggi in un contesto reale e poter valutare le differenze timbriche e la resa sonora globale.
Come guida all’ascolto di questo test suggerisco di ascoltare con buoni ascolti (cuffie o monitor) e in un contesto in cui la concentrazione sia favorita.
Il contributo di un buon cablaggio risiede nella sua efficienza nel trasferire tutte le informazioni sonore originali dell’esecuzione: i fattori principali sono legati al contenuto timbrico e alla dinamica del suono. Quando il fonico che deve lavorare su suono ben ripreso infatti, non si deve preoccupare di correggere danni o difetti, ma può dedicarsi ad un ulteriore miglioramento di ogni suono all’interno del contesto globale del brano.
Strumentazione utilizzata:
- Chitarra elettrica: Molinelli guitars
- Testata valvolare: Skill di Mezzabarba Custom Amplification
- Attenuatore: Two Notes Torpedo Captor
- Scheda Audio: Behringer U-Phoria UMC404HD
- DAW: Presonus Studio One
Buon ascolto,
Steve Angarthal


