Reference Cables “QU4TTRO” multicore cable for guitar

Good news regarding connections for electric guitar from Reference Cables!

I am glad to be the spokesman on this new solution for connecting pedalboard, amplifier and guitar: in the past I had shared with Reference Cables  some ideas in order to optimize this kind of connections and now, with the new year just begun, dreams came to reality with the new multicore cable “QU4TTRO”!

Photo by Egidio Vergani

With just one snake it is possible to have three unbalanced audio lines akin to RIC01 cable (which is the one I’m relying on from a long time both as live and studio standard connection) and one control line which can be customized to be a Midi or amp switching (plus dc supply) connection.

“Qu4ttro” gives the opportunity to be very quick in connecting equipment during load in and its reliability  and sturdiness will guarantee years of great sound: as a matter of fact Reference Cables always takes care both for audio quality and cable assembly.

Therefore, as this snake is heavier than common cables that a guitar player is used to have, it is important to take this feature into account and thus anchor or tether (velcro or gaffa tape could be the solution) the part of the snake reaching for the amplifier, in order to avoid choking or weakening the terminal connections (see photos below).

The colouring of the sheath is also peculiar as, with its hint of blue, it is  possible to identify the cable even in a very dark environment: so, should be the load out procedure to be dealt with poor lighting conditions, it will always be easy to fulfill the task.

Let me conclude by saying that I was really impressed by the audio quality of this multicore cable; timbre and dynamics are outstanding! Sure enough its build and manufacture, keeping every single conductor firm and stable, guarantee high standard both for frequency response and signal to noise ratio (as well as EMI rejection)!!!

Steve Angarthal

Reference Cables “QU4TTRO” cavo multipolare per chitarra

Novità in ambito di cablaggi per chitarra dal mondo di Reference Cables!

Sono lieto di essere il portavoce per questa nuova soluzione per il collegamento di pedaliere e amplificatori per chitarra: da tempo avevo condiviso con Reference alcune idee per ottimizzare questo genere di collegamenti e ora, con l’inizio del nuovo anno, le fantasie sono divenute realtà con il cavo multipolare “Qu4ttro”!

Photo by Egidio Vergani

In un unica frusta è possibile avere tre linee audio sbilanciate con qualità affine al cavo Ric01 (il cavo che utilizzo ormai da anni come standard sia live che in studio), 1 linea di controllo che può essere configurata o come connessione Midi o come connessione jack per controllare il cambio canale dell’amplificatore combinabile  ad una eventuale linea che può portare un alimentazione a bassa tensione per le pedaliere di controllo switching.

Il “Qu4ttro” permette quindi di aver una rapidità estrema nell’allestimento e una garanzia sulla stabilità e durevolezza delle connessioni dovute alla notevole cura messa da Reference nella costruzione fisica del cavo: il multipolare è infatti solidissimo e non mostra alcuna timidezza nell’essere maneggiato o calpestato! Proprio per questo va comunque tenuto in considerazione l’aspetto del peso del cavo ed è quindi importante ancorare la parte del cavo che sale verso l’amplificatore per non correre nel rischio di strozzare le parti terminali dei jack.

La colorazione della guaina è particolare perché, con la sua particolare tonalità di azzurro, è sempre visibile anche in condizioni di scarsa illuminazione: questo può essere un altro aspetto interessante perchè, nel caso di palchi poco illuminati, si potrà sempre essere in grado di identificare e maneggiare il caso (per esempio nella fase di load out).

Concludo dicendo che sono rimasto notevolmente impressionato dalla qualità audio del cavo, la timbrica e la dinamica del suono sono davvero elevati! infatti,proprio per la tipologia di realizzazione del cavo che vede tutti i conduttori fermamente ed elasticamente bloccati, sia la risposta in frequenza che il rapporto segnale/rumore (nonché la reiezione da interferenze elettromagnetiche) sono davvero di alto livello!!!

 

 

Angarthal 2020 new single release

After the release of “Uranus and Gaia”, guitar player and singer Steve Angarthal turns the wheel of his solo project Angarthal towards the Blues genre, with the release of the single “Hard Times Shuffle”.

Released on 22nd November 2019 by label Asgardh Music, the song is part of a few summer recording sessions with the new line up: still on board is bass player Angelo Perini, drums are now under young talented Jody Brioschi and Hammond parts are again in Larsen Premoli hands!
This tune is released while waiting for the upcoming new Heavy Rock chapter planned for spring 2020. It sets itself as a window on a musical genre belonging to many artists and which, in the case of Steve Angarthal, has also been brought live with the show “From Mississippi to Thames”; a musical journey through the evolution of the Blues from its early stages up to the 70’s British scene.

Recorded, mixed and mastered at RecLab Studios by Larsen Premoli and Steve Angarthal
Music and Lyrics by Steve Angarthal
Illustration by Gianni Corrado – 8460

Band line-up
Steve Angarthal – Vocals and Guitars
Angelo Perini – Bass
Larsen Premoli – Organ and Percussions
Jody Brioschi – Drums

Angarthal new single release

A new adventure in  Rock Blues territory”

After the release of “Uranus and Gaia”, guitar player and singer Steve Angarthal turns the wheel of his solo project  Angarthal towards the Blues genre, with the release of  the single “Hard Times Shuffle”.

Released on 22nd November 2019 by label Asgardh Music, the song is part of a few summer recording sessions  with the new line up: still on board is bass player Angelo Perini, drums are now under young talented Jody Brioschi and Hammond parts are again in Larsen Premoli hands!

This tune is released while waiting for the upcoming new Heavy Rock chapter planned for spring 2020. It sets itself as a window on a musical genre belonging to many artists and which,  in the case of Steve Angarthal, has also been brought live with the show “From Mississippi to Thames”; a musical journey through the evolution of the Blues from its early stages up to the 70’s British  scene.

Recorded, mixed and mastered at RecLab Studios by Larsen Premoli and Steve Angarthal
Music and Lyrics by Steve Angarthal
Illustration by Gianni Corrado – 8460
Video recording,editing and post-production by Larsen Premoli at RecLab Studios

 

Band line-up
Steve Angarthal – Vocals and Guitars
Angelo Perini – Bass
Larsen Premoli – Organ and Percussions
Jody Brioschi – Drums

Purple Sky: live shots

Some photos taken by Ottomila460 at 01 March 2019 gig!

Purple Sky: “the 70’s Legacy show”

Il 1 Marzo, presso il locale HI Folks di Vittuone (MI), prenderà vita il nuovo spettacolo realizzato da Steve che vuole celebrare il periodo storico delle due formazioni Mark II e III della famosa band inglese Deep Purple!
Verrà proposta una selezione di brani tratti dalla discografia che va dal disco “In Rock” fino a “Stormbringer”.

la band è composta da:

Alberto Drago – voce
Steve Angarthal – chitarra
Larsen Premoli – tastiere
Angelo Perini – basso
Marco Di Salvia – batteria

per ulteriori informazioni sul progetto è possibile seguire questo link

New video coming soon!

In the next days a new Angarthal video will be released!
It will be not taken from the last cd “Uranus and Gaia”, but it belongs to a new chapter of Steve Angarthal’s productions…
stay tuned!

Eye for an eye it’s metal hammer top album!

di .

Pino Scotto è incazzato, ma questa non è una novità. E non nego che un po’ incazzato a questo giro lo sono pure io. Incazzato quando vedo il buon Pino lanciare i suoi strali televisivi verso politici, talent e affini, e il modo con cui questi suoi strali vengono spesso e volentieri strumentalizzati. Perchè l’ex frontman dei Vanadium da persona schietta e senza filtri non ha timore di dire la sua anche in modo diretto e decisamente colorito, rischiando però di diventare una sorta di “macchietta”, di “santone televisivo” con l’aspetto musicale che inevitabilmente finisce per passare in secondo piano.

Ed è un peccato, questo, perché dischi come ‘Eye For An Eye’ parlano da soli, incanalano nella musica e nei testi tutta la rabbia del loro autore ma, cosa più importante, ci regalano momenti di grande rock, quello più genuino, senza troppi fronzoli, tutto cuore, sudore e attitudine a mille. Perché con ‘Eye For An Eye’ si spengono per una volta le telecamere e si accendono i riflettori su un musicista che mandata affanculo l’idea di gettare la spugna e godersi la meritata pensione, si rituffa nel suo mondo, con una grinta rara anche in molti ventenni, ed una voglia di spaccare che dovrebbe fungere da esempio a molti parvenu della nuova generazione.

Ogni pezzo che va a comporre questo disco è a modo suo un pugno nello stomaco all’ascoltatore e un invito ad attaccare il cervello e iniziare a ragionare con la propria testa. È rabbia pura riversata in un sound che torna ad attingere a piene mani da quell’hard rock settantiano del quale il nostro Pino è da sempre fervido predicatore. Non a caso l’attacco dell’opener ‘Eye For An Eye’ lascia ben pochi dubbi sul match che andremo ad affrontare, flavour purpleiano, l’ascia dell’inseparabile Steve Angarthal a dipingere soli infuocati e il singer partenopeo a urlare tutta la sua rabbia senza alcun freno e con quell’ “eye for an eye” urlato nel coinvolgente chorus che va ad assumere i connotati di una minaccia.

Rallentano i tempi e si approda ad un blues cadenzato con la successiva ‘The One’, pezzo sornione graffiato dalla voce al vetriolo di Scotto che pare qui voler prendere fiato prima di tornare a lanciare i suoi strali con l’esplicita ‘One Against The Other’, ancora una traccia veloce ancorata all’hard rock più classico, una formula che si ripete con successo nella successiva ‘Two Guns’, un hard’n’heavy divertente che da un lato strappa un sorriso con il suo incidere sculettante e dall’altro solleva l’annoso problema della legittimità o meno dell’autodifesa, resa più semplice con una pistola come amica…

Con ‘Cage Of Mind’ si arriva ad uno dei migliori lavori del lavoro, un pezzo che si estranea momentaneamente dal mood del disco, puntando tutto sul feeling e lasciando trasparire la perfetta alchimia tra la voce di Scotto e la chitarra di Angarthal, qui davvero sopra le righe.

Un altro degli highlight di questo lavoro porta il titolo di ‘Crashing Tonight’, traccia impreziosita dall’armonica di Fabio Treves e rivolta ad un sound polveroso tipico del southern rock, mentre da brividi è ‘Angel Of Mercy’, una power ballad dedicata alla mamma del cantante scomparsa due anni or sono.

La corsa senza freni riparte subito con ‘Looking For A Way’, una pallottola impazzita che ci ritrascina nella bolgia del rock più crudo, annaffiato di burbon e irritato dal fumo dell’ennesima Chesterfield.

Si trova pace con la successiva ‘Wise Man Tale’, già proposta dai Fire Trails su ‘Third Moon’ ma qui riletta in una veste nuova dall’affascinante flavour celtico in un crescendo emozionale senza eguali, quindi finale affidato come giusto che sia a quel torrido rock che ha fatto da filo conduttore a tutto il lavoro, rock che passa da una divertente cover di ‘There’s Only One Way To Rock’ di Sammy Hagar, e dalla riproposizione del bluesaccio firmato ‘The Allman Brothers ‘One Way Out’, una sorta di tacito ringraziamento del buon Pino agli ascoltatori che lo hanno accompagnato sino alla fine di questo percorso, e a quelle band (e quegli stili) che ne hanno indicato il cammino.

Un cammino che diverte e fa pensare, che scuote e esorta, schiaffeggia ed emoziona… proprio come deve essere il rock, ma quello fatto bene…

METAL HAMMER

Pino Scotto upcoming album!

E’ imminente l’uscita del nuovo disco di Pino Scotto dal titolo “Eye for an eye” pubblicato da Nadir Music.

Il disco è stato suonato interamente dalla line up che ha accompagnato tutto il tour di Live for a dream (Steve Angarthal, Dario Bucca e Marco Di Salvia) e vede la partecipazione di Fabio Treves all’armonica in un paio di brani.

L’apporto di Steve a quest’ultimo lavoro è notevole avendo curato molti aspetti della produzione (scrittura dei brani, arrangiamenti e registrazione).

Per il lato esecutivo, oltre alle chitarre elettriche ed acustiche, Steve Angarthal si è inoltre occupato di tutte le tastiere e il lavoro corale portando il suo contributo stilistico alla realizzazione del disco che, mantenendo la direzione intrapresa da Pino Scotto nelle ultime produzioni, si arricchisce dei tratti epic-prog che si potevano già sentire nel disco Uranus and Gaia dello stesso Angarthal.

Eye for an Eye, registrato all’Asgardh Music Studio di Milano da Steve Angarthal, è stato mixato e masterizzato da Tommy Talamanca (Sadist) ai Nadir Music Studios di Genova e sarà disponibile dal 20 Aprile sia in Italia che all’estero sia in formato fisico – in tutti i negozi di dischi – che in download/digital streaming su tutte le principali piattaforme. A corredo poi dell’uscita, in arrivo come sempre un corposo tour di supporto che partirà il 6 Aprile da Pistoia.

Sea of Tranquillity

Angarthal: Uranus And Gaia

Italian guitarist Steve Angarthal (Fire Trails, Dragon’s Cave) looks after not only the guitar but also the vocals and the majority of bass and keyboards on his new project Angarthai and the album Uranus And GaiaUranus And Gaia includes songs that were inspired by Greek and Celtic mythology and biblical symbolism, and music wise that inspiration comes from rock, metal and classical music. I do have to question as to whether it was the best decision for Steve Angarthal to take on the vocals, as Uranus And Gaia would have benefited if he had handed the vocal duties over to someone more suited, this is the one area where I just find Uranus And Gaia to be lacking. Others may very well find that appeal but while the vocals are best summed up as satisfactory they aren’t up to the same level as the musical component. So then I don’t have any such issues with the musicianship throughout this album and the striking instrumentals are where I found the most appeal as “Leviathan Rising”, “Miles In The Desert” and the vibrant “Wielders Of Magic” with its acoustic touches that work so well with the heavier input. They showcase what a talented and adaptable guitarist Steve really is not to mention his skills as a composer if only there were more of these then my score would be more of a reflection on how good they truly are. In closing if you appreciate the work of a great guitarist as Steve Angarthal sure is that, then maybe you should give the album a go as Uranus And Gaia may very well click for you where it hasn’t for me.

Track Listing
1. Punch
2. Uranus And Gaia
3. Morrigan
4. Sailing At The End Of The World
5. Leviathan Rising
6. Holy Grail
7. Miles In The Desert
8. Unbroken
9. The Abyss Of Death
10. Wielders Of Magic
11. A Lie
12. After The Rainproof
13. Losing My Direction

Added: July 3rd 2016
Reviewer: Scott Jessup

Metal Eyes

ANGARTHAL – URANUS AND GAIA

OTTIMO LAVORO, CONSIGLIATO SIA AI VECCHI ROCKER CHE ALLE NUOVE LEVE, CHE SI TROVERANNO AL COSPETTO DI QUANTA MAGIA PUÒ SCATURIRE DALL’ATTEMPATO MA IMMORTALE HARD & HEAVY DI SCUOLA CLASSICA, SPLENDIDAMENTE INTERPRETATO DA QUESTO PROTAGONISTA DELLA SCENA TRICOLORE.

ALBERTO CENTENARI  

Non sono pochi i guitar heroes nostrani che si cimentano in album solisti dove ovviamente la protagonista assoluta è la loro sei corde.

Opere che a discapito del mero shred lasciano all’ascoltatore l’impressione di essere al cospetto di artisti completi, ottimi logicamente a livello strumentale ma non male neppure alle prese con il songwriting.
Arriva a noi dopo il bellissimo lavoro di Raff Sangiorgio, axeman della metal band estrema Gory Blister, il lavoro solista di Angarthal, chitarrista di Fire Trails, Dragon’s Cave, Rezophonic e Pino Scotto.
Aiutato in qualche brano da altri musicisti come Luca Saja (Dragon’s Cave), Angelo Perini (Fire Trails), Mauri Belluzzo (Alchemy Divine) e Sergio Pescara (Groovydo), ma di fatto da considerarsi una one man band, visto che il musicista nostrano si occupa di basso, tastiere, voce ed ovviamente chitarra, Uranus And Gaia risulta un bellissimo album incentrato sull’hard & heavy classico, ben rappresentato dalla forma canzone ed assolutamente fuori da ogni mero virtuosismo fine a se stesso.
Certo la bravura di Anghartal è risaputa e non manca di brillare in questa raccolta di brani, dal sound vario e dall’ottima presa.
Oltre alla chitarra, non mancano atmosfere tastieristiche di scuola Rainbow, valorizzate dall’ottima prestazione del nostro dietro al microfono, maschio, grintoso e perfettamente a suo agio con partiture tutto meno che facili.
Non siamo di fronte ad un album innovativo, Uranus And Gaia vive delle atmosfere care al metal più nobile suonato negli anni ottanta, ma la carica epica e sontuosa di molte delle songs presenti non può che fungere da gradito regalo ad ogni metal/rocker che si rispetti.
Più di un’ora in compagnia del classico hard & heavy, accompagnato da spumeggianti brani dai chorus grintosi ma eleganti (Rainbow, Dio, e qualche spunto del Malmsteen meno egocentrico) e tre strumentali, in cui il chitarrista nostrano non manca di stupire, senza diventare prolisso nelle scale su e giù per il manico della sei corde (bellissime Leviathan Rising e Wielders Of Magic).
Non manca la ballatona d’ordinanza (Losing My Direction), lasciata giustamente alla fine dell’opera ed almeno altre tre songs da spellarsi le mani in applausi, la title track, l’epica Sailing At The End Of The World e la Dio oriented After The Rain.
Ottimo lavoro, consigliato sia ai vecchi rocker che alle nuove leve, che si troveranno al cospetto di quanta magia può scaturire dall’attempato ma immortale hard & heavy di scuola classica, splendidamente interpretato da questo protagonista della scena tricolore.

TRACKLIST
01. Punch
02. Uranus And Gaia
03. Morrigan
04. Sailing At The End Of The World
05. Leviathan Rising
06. Holy Grail
07. Miles In The Desert
08. Unbroken
09. The Abyss Of Death
10. Wielders Of Magic
11. A Lie
12. After The Rain
13. Losing My Direction

LINE-UP
Steve Angarthal – Guitars, Keyboards, vocals, Bass
Luca Saja – Drums
Angelo Perini – Bass
Mauri Belluzzo – Keyboards
Sergio Pescara – Drums