Metal.it: recensione di Uranus and Gaia

Dopo anni di onorata carriera all’ombra, se così si può dire, delle band di cui fa parte (Fire Trails per dirne una), Steve Angarthal ha finalmente trovato il tempo e l’energia per comporre il suo primo album da solista. Il polistrumentista si è occupato praticamente di ogni cosa (escludendo batteria, mastering e qualche ospitata è tutta farina del suo sacco) per produrre questo “Uranus and Gaia“, un album di hard rock melodico dalle tinte moderatamente sinfoniche (penso, a grandi linee, ai Brazen Abbot di Nikolo Kotzev) che non ha paura di volgere lo sguardo anche verso altri orizzonti musicali.

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